Normativa

* Testo Unico Salute e sicurezza- Decreto Legislativo 81/2008 – aggiornato a Dicembre 2013
* Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro

6/8/2014 D. Ministeriale – Disposizioni sul servizio di salvataggio e antincendio negli
aeroporti ove tale servizio non e’ assicurato dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco e negli eliporti e sul presidio di primo intervento di soccorso e lotta antincendio negli aeroporti di aviazione generale, nelle aviosuperfici e nelle elisuperfici. (14A06545) (GU n.192 del 20-8-2014)
18/7/2014 D. Ministeriale – Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la
costruzione e l’esercizio degli interporti, con superficie superiore a 20.000 m², e alle relative attivita’ affidatarie. (14A05882) (GU n.173 del 28-7-2014)
26/6/2014 D. Ministeriale – Approvazione dei modelli di Certificati di Sicurezza. (Decreto n. 603/2014). (14A05484) (GU Serie Generale n.163 del 16-7-2014)
7/4/2014 D. Ministeriale – Procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’imbarco e trasporto marittimo e per il nulla osta allo sbarco e al reimbarco su altre navi (Transhipment) delle merci pericolose. (Decreto n. 303/2014). (GU n.104 del 7-5-2014)
4/4/2014 D. Ministeriale – Norme Tecniche per gli attraversamenti ed i parallelismi di condotte e canali convoglianti liquidi e gas con ferrovie ed altre linee di trasporto. (GU Serie Generale n.97 del 28-4-2014)
g 3/3/2013 D.Interministeriale – Sicurezza dei lavoratori che operano con traffico veicolare
g 20/11/2011 Circolare M.Lavoro – Responsabilità appalti
g 7/7/2011 D.Lgs. n. 136 – Attuazione della direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare.
g 11/2/2011 Circolare M.Lavoro – Quadro giuridico degli appalti
g 30/12/2010 D.Lgs. n. 247 – Attuazione della direttiva 2007/59/CE relativa alla certificazione dei macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul sistema ferroviario della Comunita’.
g 8/10/2010 D.Lgs. n. 191 – Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario.
g 9/7/2010 Circolare M.Lavoro – Vigilanza autostrasporto
g 10/8/2007 D.Lgs. n. 162 – Attuazione delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE relative alla sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie comunitarie.
g 6/11/2007 Decreto Legislativo n. 203, 6 novembre 2007 – Attuazione della direttiva 2005/65/CE relativa al miglioramento della sicurezza nei porti
g  27/7/1999  Decreto Legislativo n. 272, 27 luglio 1999 – Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori nell’espletamento di operazioni e servizi portuali, nonché di operazioni di manutenzione, riparazione e trasformazione delle navi in ambito portuale, a norma della legge 31 dicembre 1998, n. 485

NORMATIVA COMUNITARIA

g 1/7/2014 Direttiva 2014/55/UE – recante modifica della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la patente di guida
g 3/4/2014 Direttiva 2014/45/UE – relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi e recante abrogazione della direttiva 2009/40/CE
 c 10/3/2014 Direttiva 2014/38/UE – che modifica l’allegato III della direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, per quanto riguarda l’inquinamento acustico
26/2/2014 Direttiva 2014/27/UE – che modifica le direttive 92/58/CEE, 92/85/CEE, 94/33/CE, 98/24/CE del Consiglio e la direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio allo scopo di allinearle al regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele
4/2/2014 Regolamento (UE)2014/165– relativo ai tachigrafi nel settore dei trasporti su strada, che abroga il regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativo all’apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada e modifica il regolamento (CE) n. 561/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada
c 5/12/2013 Direttiva 2013/59/EURATOM – Protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Abrogazione precedenti direttive europee
8/5/2013 Regolamento UE n. 487/2013 – Modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, del Regolamento 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze pericolose
24/9/2008 Direttiva sul trasporto merci pericolose
26/10/2005 Direttiva 2005/65/CE,26 ottobre 2005 relativa al miglioramento della sicurezza dei porti
29/4/2004 Regolamento CE 881-2004 di Istituzione dell’Agenzia Ferroviaria Europea
c 12/6/1989 Direttiva 89/391/CEE del Consiglio concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro

16 luglio 2014 – Manuale/opuscolo realizzato dai Vigili del Fuoco destinato ai datori di lavoro per la verifica circa gli adempimenti necessari ad attuare una efficace prevenzione dal rischio incendio. Il manuale è corredato da un questionario di verifica.

7 gennaio 2014 – Intervento su “Il manuale europeo per la sicurezza e salute nel lavoro dei trasporti”. Con N. Fanelli, Filt Cgil; M. Bottazzi, Inca nazionale

12 dicembre 2013 – Assemblea nazionale RLS – RLSS della Filt Cgil “La fatica nella crisi”

Edizione 2013 – Lavoro Marittimo: Quaderni di formazione per la sicurezza sul lavoro in cucina a bordo delle navi – INAIL

Edizione 2013 – La sicurezza e la salute sul lavoro nei trasporti – Una panoramica – Traduzione italiana dal testo dell’Agenzia Europea SSL

Dicembre 2013 –  Ricerca che riguarda gli infortuni che avvengono sui diversi tipi di naviglio, con una particolare attenzione a quelli che si determinano per cadute dall’alto.

25 luglio 2013 – Richiesta d’incontro al Ministro della Salute sulla problematica del trasferimento di competenze dal Ministero alle Regioni dell’assistenza sanitaria del personale navigante marittimo ed aereo.

Accordi Nazionali

MARITTIMI
Giugno 2014 – Un opuscolo per la navigazione sicura e la gestione delle emergenze (INAIL)

ANAS-AUTOSTRADE
Giugno 2009 – Sottoscritto con Anas e Aiscat l’avviso comune per la sicurezza nel lavoro: una richiesta di modifica al Testo Unico

TRASPORTO MERCI
Giugno 2007 – Appalti di facchinaggio e servizi: Protocollo di intesa per il miglioramento dei livelli di prevenzione e sicurezza

PORTUALITA’
Maggio 2007 – Accordo al Porto di Genova

Diritti delle Donne

Normativa comunitaria
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
Trattato di Amsterdam (artt. 2, 3, 13)
Trattato di Maastrich (art. 119)
Direttiva 2006/54/CE, 5 luglio 2006 riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione)
Direttiva 2004/113/CE, 13 dicembre 2004 che attua il principio di parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura
Direttiva 2002/73/CE, 23 settembre 2002 sul principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro
Direttiva 2000/78/CE, 27 novembre 2000 che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro
Direttiva 1997/81 /CE, 15 dicembre 1997 relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale, concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES
Direttiva 1996/34/CE, 3 giugno 1996 concernente accordo quadro su congedo parentale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES

Normativa nazionale
D.Lgs 11 aprile 2006, n. 198 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’art. 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246″

COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 37
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione
Art. 51 (Nota all’art. 51, primo comma, secondo periodo). Il periodo è stato aggiunto con l’art. 1 della legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1 (G.U. 12 giugno 2003, n. 134).
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
Art. 117
(…) Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. (…)

Normativa comunitaria
Direttiva 2010/41/UE, 7 luglio 2010 sull’applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un’attività autonoma e che abroga la direttiva 86/613/CEE del Consiglio.
Direttiva 2010/18/UE, 8 marzo 2010 che attua l’accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso da BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES e abroga la direttiva 96/34/CE
Accordo quadro su congedo parentale (riveduto) concluso da BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES e abroga la direttiva 96/34/CE

Normativa nazionale
Legge 4 novembre 2010, n. 183 – Art. 23
Delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi
D.Lgs 26 marzo 2001, n. 151
Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53
Legge 8 marzo 2000, n. 53
Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città
Legge 22 maggio 1978, n. 194
Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza

Mercato del Lavoro

Legge 28 giugno 2012, n. 92 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita (Riforma Fornero)
Decreto Legislativo n. 167/2011 Testo unico dell’Apprendistato con le modifiche apportate dalla L. n. 92/2012 (Riforma del mercato del lavoro)
Circolare 11 febbraio 2011 n. 5 Ministero del Lavoro Quadro giuridico degli appalti
Decreto legislativo n. 251/2004 Disposizioni correttive del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di occupazione e mercato del lavoro
Decreto legislativo n. 276/2003  Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30
Legge 14 febbraio 2003, n. 30 (Biagi) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
Legge 24 giugno 1997, n. 196 (Treu) Norme in materia di promozione promozione dell’occupazione

 

Previdenza

Norme di accesso età

Dal 1° gennaio 2012 sono cambiate le regole di accesso alla pensione INPS.
Con l’art. 24 del Decreto Legge 201/2011 (c.d. Decreto “Salva Italia”) sono state apportate numerose modifiche che di seguito sintetizziamo.
Sistema contributivo per tutti
A partire dal 1° gennaio 2012, le anzianità contributive maturate dopo il 31 dicembre 2011 verranno calcolate per tutti i lavoratori con il sistema di calcolo contributivo. Per i lavoratori già in precedenza appartenenti ai sistemi misto o contributivo, non cambia nulla.
Dal 2012 si avranno requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata.
Il meccanismo delle quote è stato abolito così come la finestra di scorrimento di 12 mesi di attesa (finestra mobile). La pensione, quindi, decorrerà dal 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti.
Pensione di vecchiaia
Gli uomini (tutti) e le donne (esclusivamente quelle del pubblico impiego) potranno andare in pensione di vecchiaia a 66 anni con 20 anni di contributi. Per le donne del settore privato e gli autonomi, la legge prevede un adeguamento relativo all’età più graduale ed andrà a regime nel 2018 secondo la tabella seguente:

Requisiti

Pensione di vecchiaia

Donne Donne Dipendenti Privati Donne autonome
2012 62 anni 63 anni e 6 mesi
2013 62 anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi
2014 63 anni e 9 mesi 64 anni e 9 mesi
2016 65 anni e 3 mesi 65 anni e 9 mesi
2018 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi

È possibile procrastinare l’età di pensionamento fino a 70 anni di eta’

Pensione anticipata
Dal 1° gennaio 2012 la pensione di anzianità non esisterà più. Sarà sostituita dalla pensione anticipata.
Nel 2012 si può andare in pensione con anzianità di 41 anni e 1 mese se donne, 42 anni e 1 mese se uomini. Un mese in più nel 2013 e un altro nel 2014.
A regime il requisito sarà il seguente: 41 anni e 3 mesi per le donne, 42 anni e 3 mesi per gli uomini.
Se il requisito è raggiunto prima dei 62 anni di età ci sarà una riduzione sulla quota pre-2012:
•dell’1% per anno di età (e frazione) antecedente i 62 anni
•un ulteriore 1% per anno di età (e frazione) antecedente i 60 anni

Revisione dei requisiti di anzianità
Tutti i requisiti di età, i limiti di contribuzione della pensione anticipata e i coefficienti di trasformazione in rendita saranno rivisti in base alla speranza di vita. La revisione sarà triennale fino al 2019, poi diventerà biennale.

Clausole di salvaguardia
Chi ha maturato i requisiti di accesso con la legislazione vigente sino al 31/12/2011, chi è in mobilità o ha attivato la contribuzione volontaria conserva i requisiti di accesso più favorevoli ante riforma.

Per ulteriori informazioni sulla riforma pensionistica, puoi visualizzare la guida sintetica sulla riforma predisposta dal Ministero del lavoro cliccando qui

Circolare 10 agosto 2011, n. 22 Ministero del lavoro Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti

Decreto Legislativo 21 aprile 2011, n. 67 Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti

Esodati

(da www.cgil.it)
Nota CGIL in merito al decreto interministeriale 22 aprile 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2013, relativo alla deroga per altri 10.130 lavoratori rispetto all’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico.
Allegati:
1)nota CGIL sul decreto dei 10.130 del 10 giugno 2013
2)decreto interministeriale del 22 aprile 2013
3)messaggio INPS n. 008824 del 30 maggio 2013
4)modulo per i lavoratori in mobilità autorizzati ai versamenti volontari
5) modulo per i prosecutori volontari
6)circolare del Ministero del Lavoro n. 19 del 5 giugno 2013

Normativa di riferimento
Decreto Legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005
Disciplina delle forme pensionistiche complementari integrato con le modifiche apportate dalla Legge n. 296/2006 (finanziaria 2007) e dal Decreto Legislativo n. 28/2007 (che attua la direttiva 2003/41/CE in tema di attività e di supervisione degli enti pensionistici aziendali e professionali)
Decreto Legislativo n. 124 del 21 aprile 1993
Disciplina delle forme pensionistiche complementari, a norma dell’articolo 3, comma 1, lettera v), della legge 23 ottobre 1992, n. 421

Previdenza complementare
La previdenza complementare, disciplinata dal D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, rappresenta il sistema pensionistico di secondo pilastro il cui scopo è quello di integrare la previdenza di base obbligatoria o di primo pilastro.
Essa ha come obiettivo quello di concorrere ad assicurare al lavoratore, per il futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica, insieme alle prestazioni garantite dal sistema pubblico di base.
La previdenza complementare è basata su un sistema di forme pensionistiche incaricate di raccogliere il risparmio previdenziale mediante il quale, al termine della vita lavorativa, si potrà beneficiare di una pensione integrativa.
La posizione individuale del lavoratore risulta costituita dai contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro alla forma pensionistica complementare e dai rendimenti ottenuti, al netto dei costi, attraverso l’investimento sui mercati finanziari dei contributi stessi. Essa è ovviamente collegata, oltre che all’ammontare dei contributi versati e dei rendimenti ottenuti, alla durata del periodo di versamento.
Sono previste, inoltre, una serie di agevolazioni fiscali, riconosciute anche a favore dei familiari fiscalmente a carico, che rappresentano una ulteriore opportunità di risparmio.
Destinatari
I destinatari dei fondi pensione sono:
– i lavoratori dipendenti, privati e pubblici;
– i soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di società cooperative di produzione e lavoro;
– i lavoratori autonomi e i liberi professionisti;
– persone che svolgono lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari;
– lavoratori con un’altra tipologia di contratto (ad es. un lavoratore a progetto o occasionale)
Tipologia dei Fondi
Sono forme pensionistiche complementari: i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti, i piani individuali pensionistici e i fondi pensione preesistenti.
fondi chiusi  di origine “negoziale”, sono forme pensionistiche complementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale.
fondi aperti  sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazioni, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM).
Piani pensionistici individuali (Pip)  rappresentano i contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Le regole che li disciplinano non dipendono solo dalla polizza assicurativa ma anche da un regolamento basato sulle direttive della COVIP. Lo scopo è garantire all’utente gli stessi diritti e prerogative analoghi alle forme pensionistiche complementari.
Fondi pensione preesistenti. Si tratta dei fondi pensione già esistenti al 15 novembre 1992, ovvero prima della Legge 124/93, che ha istituito la previdenza complementare. Questi fondi hanno caratteristiche proprie che li distinguono dai fondi istituiti successivamente. Possono, ad esempio, gestire direttamente le risorse senza ricorrere a intermediari specializzati. Si tratta di Fondi collettivi per i quali l’adesione dipende da accordi o contratti aziendali o interaziendali.
Finanziamento
Il finanziamento delle forme pensionistiche complementari è a carico del lavoratore destinatario della prestazione e, in caso di rapporto di lavoro dipendente, in parte anche a carico del datore di lavoro. Inoltre, i lavoratori dipendenti possono decidere di integrare i versamenti contributivi anche mediante il conferimento del trattamento di fine rapporto (TFR).
Modalità di conferimento del TFR ai Fondi pensione
L’adesione alla previdenza complementare è libera e volontaria
Il lavoratore dipendente entro sei mesi dall’assunzione può decidere di:
– destinare le quote di TFR ancora da maturare ad una forma pensionistica complementare;
– lasciare il TFR presso il datore di lavoro;
– non decidere nulla. In questo caso il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, salvo accordi aziendali diversi. Nel caso di presenza di più forme pensionistiche, il TFR è trasferito, salvo diverso accordo aziendale, al fondo pensione al quale ha aderito il maggior numero di dipendenti. In assenza di forme pensionistiche integrative collettive di riferimento, il datore di lavoro deve trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica complementare istituita appositamente presso l’INPS (FONDINPS) (art. 9 del D.Lgs. 252/2005);
– destinare il TFR futuro alla previdenza complementare anche in un secondo momento. Il TFR  maturato resta accantonato presso il datore di lavoro e sarà liquidato al momento della risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Fondi Pensionistici

PRIAMOFondo Pensione Complementare

Riservato ai lavoratori dipendenti addetti ai servizi di Trasporto Pubblico ed ai lavoratori dei settori affini.

Ulteriori informazioni le troverai al sito www.fondopriamo.it oppure se sei registrato clicca qui

eurofer

Fondo Pensione Complementare per il personale delle Attività Ferroviarie

previlog

Previlog Fondo Pensione

cooperlavoro

 

 

 

Cooperlavoro è il Fondo Pensione Complementare riservato ai soci lavoratori ed ai dipendenti delle cooperative di lavoro, delle loro società collegate, delle associazioni cooperative (Agci, Confcooperative, Legacoop) e sindacali promotrici (Cgil, Cisl, Uil).
Cooperlavoro associa lavoratori occupati in tutti settori produttivi

Enti Bilaterali